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Tutorial stop loss e take profit

Entrare a mercato significa assumere un rischio ed esserne consapevole e per limitarlo hai a disposizione due strumenti: lo stop loss e il take profit.

Vuoi sapere di che cosa sto parlando?

Leggi fino alla fine questo tutorial per conoscere tutti i segreti della gestione del rischio nel trading online!

L’importanza della gestione del rischio

Prima di svelarti tutti i segreti di stop loss e take profit, voglio spendere due minuti per spiegarti perché è così importante che tu li usi sempre e li pianifichi prima di aprire qualsiasi trade.

Ecco due percentuali che ti aiuteranno a capire che cosa intendo:

  • Se perdi il 10% del tuo capitale, per ritornare in pari dovrai guadagnare l’11%. Poca roba, dirai tu. Vero.
  • Una perdita del 30%, invece, richiede guadagni del 42% per recuperare. E qui comincia ad essere ben più complicato
  • Il 50%, per essere appianato, invece richiede il 100%. Qui fa davvero caldo!

Ti dirò di più.

Quando accade, e credimi accade, che infili una serie di trade perdenti, se non sai gestire le perdite in modo efficace, nella testa ( di tutti, non solo tua) scatta qualcosa che si chiama senso di rivalsa. Questa emozione, pericolosissima, porta il trader a sovraesporsi ( a fare uso incontrollato della leva) per rientrare delle perdite. Il risultato è quasi sempre la disfatta totale.

In una situazione simile potresti bruciare nel giro di pochi giorni i guadagni di un intero anno, nella migliore delle ipotesi, ma anche tutto il tuo capitale di trading. Se non di più.

Il capitale è l’unica cosa che deve essere sempre salvaguardato, perché è la “macchina” della tua impresa e senza quella non puoi più produrre.

E fallisci!

E’ chiara l’importanza della gestione del rischio?

Inoltre, è praticamente impossibile che un trader chiuda operazioni sempre vincenti e saper gestire la perdita significa mantenere intatto il proprio potere di negoziazione nel tempo e continuare a generare profitti.

Questa è la grande differenza fra un trader pro e un principiante: saper perdere senza risentirne!

Detto questo, stop loss e take profit, insieme alla pianificazione del trade, sono i migliori amici della gestione del rischio.

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Stop loss e take profit

“Facciamo subito a capirci!”

Definizione di stop loss + esempio

Tieni presente che l’esempio è solo a scopo illustrativo e l’esperienza passata non garantisce guadagni futuri. Siate consapevoli che può verificarsi una perdita totale del vostro capitale

Per stop loss si intende un livello di prezzo impostato all’apertura di un trade, al raggiungimento del quale il trade si chiude automaticamente fermando le perdite. Naturalmente genera una perdita, contenuta, decisa da te in base al tuo money management.

Ti faccio un esempio

Hai deciso di aprire un trade long su un certo asset.

Investi 100 euro

Sai che per fare tre trade non puoi perdere più di 50 euro a operazione a fronte di ipotetico guadagno di 200 euro a trade.

Appena apri la posizione imposti lo stop loss al livello di prezzo che corrisponde ad una perdita massima di 50 euro.

Se il tuo trade andrà male avrai perso 50 euro.

Se andrà male anche il successivo avrai perso altri 50 euro

Ma se il terzo trade sarà vincente e incasserai 200 euro avrai un guadagno di 100 euro ( meno le commissioni)

Il tuo capitale sarà integro + 100 euro di guadagno.

Hai perso 2 volte su 3, ma grazie all’utilizzo dello stop loss, non solo il tuo capitale non ha risentito delle perdite, ma addirittura hai portato a casa un guadagno!

Definizione di take profit

Il take profit è l’ordine inverso allo stop loss.

Cioè il prezzo al quale tu decidi che il tuo trade può essere chiuso in profitto.

Nel caso dell’esempio è il livello di prezzo che ti permette un guadagno di 200 euro.

Posizionamento dello stop loss e del take profit

Posto che sia stop loss che take profit hanno lo scopo di ottimizzare quanto più possibile la resa di un trade ,sia in senso positivo che negativo ( contenere al massimo le perdite/ ottenere il massimo guadagno) decidere il giusto posizionamento è cosa tutt’altro che facile.

Quante volte capita che, dopo aver calcolato per benino percentuali e livelli, piazzi il tuo ordine e vedi il prezzo, maledetto lui. sfiorare il livello di stop loss, farlo saltare, chiudere l’operazione, ripartire subito e andare là, proprio dove avevi previsto?

Tantissime!

E ti mangeresti le mani per aver posizionato un’ordine di chiusura troppo stretto ( magari per paura o insicurezza)…

Saper calibrare bene il posizionamento di stop loss e take profit è frutto di esperienza, tanta esperienza in demo.

Ci sono situazioni in cui posizionarlo risulta più facile, altre meno.

Ti faccio due esempi.

Posizionamento in un’operazione trend following

Questo è il caso più complesso.

Durante l’analisi dei grafici il prezzo assume una direzione ben definita e continua a seguirla, quindi decidi di aprire una posizione nel senso del mercato.

Ad esempio long perché ti trovi in un mercato rialzista.

Dove posizionerai il tuo ordine di stop loss?

Al livello che tu hai preventivamente deciso in base al tuo money management, ma facendo attenzione che in quella zona non ci siano aree di supporto ( aree in cui prezzo tende a tornare prima di rimbalzare e riprendere il suo cammino rialzista). In questo caso dovresti preventivare uno stop loss più largo, un certo numero di punti/pips al di sotto del supporto, in modo che se il prezzo decidesse di tornare indietro a testare la linea di supporto prima di riprendere a salire, la tua operazione sarebbe salva. La dimensione di questo extra, però, deve sempre essere compatibile con quanto puoi permetterti di perdere.

E il take profit?

Idem come sopra.

Al livello che tu hai pianificato ma con l’attenzione che non ci siano zone di resistenza o livelli di prezzo a cifre tonde, perché in quei punti il prezzo tende sempre a fermarsi, rimbalzare e tornare indietro.

In questi casi è bene posizionare il take profit sotto la linea di resistenza.

Posizionamento di stop loss e take profit in caso di rottura di una figura

In analisi tecnica una delle cose più importanti è imparare a riconoscere la formazione di figure specifiche che si delineano a seguito dell’andamento del prezzo.

Si tratta di qualcosa che si studia, ma che si acquisisce solo osservando a lungo i grafici del prezzo.

Ci sono tantissime figure.

Prendiamo ad esempio il rettangolo che si forma quando il prezzo si muove lateralmente evidenziando massimi e minimi più o meno uguali. Tracciando una linea sopra e una sotta che tocchi tutte le “punte” si forma un rettangolo.

Naturalmente il prezzo non può muoversi in quel modo per sempre.

Quando rompe una delle due linee è molto probabile che assuma una direzione ben precisa.

Se rompe la linea superiore sarà rialzista, se rompe quella inferiore sarà ribassista.

Facciamo il caso in cui rompa al ribasso.

Aprirai una posizione short.

Posizionare stop loss e take profit, qui, è molto facile.

Infatti metterai il tuo stop di perdita al livello da te deciso sopra la linea inferiore del rettangolo e il take profit in una qualunque delle zona compresa fra il margine inferiore e la proiezione dell’altezza del lato minore del rettangolo.

In entrambe i casi potrai pianificare il posizionamento di take profit e stop loss a mente fredda prima di entrare a mercato.

Ma non è l’unica soluzione che hai a disposizione.

Con questo tipo di ordini, una volta acquisita un pò di esperienza, si può giocare e muoverli mentre l’operazione è in essere per massimizzando profitti e minimizzando le perdite.

Seguimi che ti spiego come.

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Stop loss e take profit dinamico

Tecnicamente si chiama trailing stop.

Trailing letteralmente significa trascinamento ed è esattamente quello che si fa con stop loss e take profit mentre la posizione è aperta.

In sostanza si tratta di muovere lo stop loss accompagnando il movimento del prezzo.

Prima poco sopra il livello di entrata, a breakeven ( punto di pareggio), mettendo al sicuro quel potenziale profitto che copre le commissioni, e poi via via verso il take profit che avevi pianificato o fino a quando ritieni che il prezzo possa salire.

Naturalmente devi tenere conto degli eventuali piccoli rimbalzi che il prezzo fa per “riprendere fiato” prima di tornare a seguire la direzione originaria. Se lo stop loss si trova in uno di quei punti l’operazione verrà chiusa, ma avrai conservato il capitale senza perdere nulla e molto probabilmente, non solo avrai coperto le spese, ma anche anche guadagnato.

Questa modalità d’uso dello stop loss è particolarmente utile nelle strategie trend following.

Ma funziona bene in tutte le strategie in ottica di controllo strettissimo delle perdite.

Applicando il traling stop anche a situazioni in cui è chiaro il posizionamento sia di stop loss che di take profit, hai l’occasione di :

  1. Controllare passo passo le perdite e ridurle a zero
  2. Coprire le spese
  3. Provare a generare redditività anche quando il prezzo non raggiunge il target prefissato ma comunque è in positivo

Punti deboli dello stop loss

Taglia le perdite e lascia correre i profitti

Larry Williams

Sulla scorta del consiglio di uno dei più grandi trader del mondo, è evidente che lo stop loss riveste un’importanza fondamentale nella gestione delle perdite. Più di quanto non lo sia il take profit.

Per questo il suo posizionamento deve risultarti automatico ogni volta che apri la tua posizione.

Ciononostante presenta anche alcune criticità che andiamo subito a sviscerare.

  1. Stop loss troppo stretti faranno saltare spesso le posizioni generando piccole perdite, ma molto frequenti. La somma, alla fine, potrebbe rivelarsi importante
  2. Stop loss troppo larghi, d’altra parte, sono del tutto inutili
  3. Crea il problema della non recuperabilità delle minusvalenze su alcuni sottostanti come i titoli o gli ETF

Criticità del take profit

Il medesimo ragionamento visto per lo stop loss va applicato anche al take profit.

Infatti

  1. Un TP troppo vicino al livello di prezzo di entrata chiuderà in anticipo l’operazione generando profitti modesti
  2. Per contro, un TP troppo lontano non scatterà mai diventando inutile

Stop loss e take profit: gli anti stress del trading online

Fino ad adesso abbiamo affrontato lo strumento stop loss e take profit in modo oggettivo e tecnico.

Hai capito l’importanza e l’utilità

Ma anche come usarlo.

Ora ti chiedo di fare un ulteriore step e fermarti a riflettere su un’altra funzione, importantissima e quasi sempre ignorata: quella psicologica.

Quando entri a mercato, soprattutto da principiante, il tuo pensiero è guadagnare.

Invece, almeno inizialmente, la forma mentale giusta è quella di imparare a fare tutto il necessario per non perdere.

Da qui l’utilità dello stop loss e del take profit come strumento antistress.

Ti dipingo due situazioni reali.

Circostanza n°1

Immagina che, dopo un attento studio trovi un buon punto di entrata per l’operazione che hai pianificato.

Apri la posizione e , improvvisamente, il mercato ti gira contro.

Il cuore va a mille, sudi freddo e preghi tutti i Santi del Paradiso che torni dove era venuto!

Ma niente.

Il prezzo accenna una ripresa, ma poi torna a fare quello che non deve.

La prima cosa che pensi, irrazionalmente, è che si tratta di un momento: basta aspettare e sicuramente il prezzo tornerà nella direzione che avevi previsto.

Nel frattempo tu continui a perdere denaro.

Finché ad un certo punto ti rendi conto che hai perso troppo e ti decidi a chiudere il trade.

Ma ormai è troppo tardi, perché avresti dovuto chiuderlo molto prima. A quel livello di prezzo in cui sarebbe stato facile riassorbire la perdita.

Purtroppo non lo hai fatto. E, ora, recuperare diventa difficilissimo.

Circostanza n°2

Ora immagina una situazione simile, ma non proprio.

Dopo un attento studio dei grafici trovi un buon punto di entrata.

Piazzi l’operazione e l’ordine di stop loss che avevi minuziosamente pianificato.

L’operazione sembra prendere la giusta direzione, quindi metti anche il take profit.

Ad un soffio dal traguardo il mercato gira.

Poi fa un accenno poco convinto e riprende la direzione contraria a quella prevista.

Ma a te non te ne frega niente perché puoi aspettare e vedere se magari riprende e se non è così c’è lo stop loss che puoi muovere e chiudere anticipatamente l’operazione. Oppure, puoi lasciarlo esattamente dove si trova. Tanto quella perdita , l’indomani, nel successivo trade, sarà facilmente recuperabile.

E il tuo capitale è, comunque, salvo.

Niente sudori freddi, palpitazioni e parolacce.

Certo non felicità, ma nemmeno stress!

Morale della favola, se ancora non avessi capito, lo stop loss ti salva la vita! Fissandolo opportunamente, uscirai da un trade negativo praticamente illeso: in modo rapido e con una perdita accettabile facilmente compensabile. E senza stress!

Che ne dici?

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Conclusioni

Saper controllare rischi e perdite ( e anche le emozioni) è la parte più importante di un buon trader.

Pianificazione e gestione di stop loss e take profit sono gli strumenti che hai a disposizione per farlo al meglio.

Lo stop loss, in particolare, è il tuo migliore amico! ( anche se, ora, non ti sembra)

Lo utilizzi per limitare le perdite quando il mercato si gira contro le tue previsioni. E il vantaggio è che sei tu a decidere dove metterlo e quanto sei disposto a perdere.

Sapendolo in anticipo, qualunque cosa accada, resterai comunque sereno e lucido.

Ricorda che il trading online è un’attività ad alto rischio e che l?80%, cioè 8 trader su 10, brucia velocemente il proprio capitale. Spesso proprio perché non utilizza correttamente o affatto stop loss e take profit.

Un’ultima cosa prima di chiudere.

Levati dalla testa che lo stop di perdita mentale, cioè quel livello di prezzo che ti fissi mentalmente, funzioni. Non è vero! Quando il prezzo arriva lì se non hai un dispositivo automatico che chiude l’operazione, tu, manualmente, non lo fari mai.

Perché?

E’ dimostrato scientificamente che il trader, soprattutto principiante, si spaventa di più difronte al guadagno che alla perdita. Quindi sarà più propenso a chiudere un trade vincente che non uno in perdita.

Quindi usa sempre sia stop loss che take profit e rimani fedele a quello che avevi painificato.

Buon Trading!

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