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Tutorial trading ETF

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Investire e fare trading sugli ETF ti stuzzica, ma hai ancora troppi dubbi per lanciarti in questa nuova sfida?

No problem.

Seguimi in questo tutorial: troverai tutto quello che ti serve per iniziare a tradare ETF.

Andiamo!

Gli ETF: cosa sono, come funzionano e come nascono, spiegato semplice

ETF definizione

ETF è l’acronimo di “Exchange Traded Funds” che, letteralmente, significa “Fondo negoziato in qualsiasi momento” e replica l’andamento di un indice.

Per capirci meglio

indice = insieme degli strumenti finanziari che rappresentano un determinato mercato

Ad esempio

  • S&P500 è l’indice americano che segue l’andamento del paniere formato dalle 500 aziende americane a maggiore capitalizzazione
  • FTSE MIB è il più importante indice italiano e contiene le 40 aziende di maggiore valore
fondo = strumento attraverso il quale molti piccoli e medi investitori raccolgono i loro risparmi che vengono gestiti da un gestore, il quale ha il compito di mettere in atto la migliore strategia di investimenti attraverso la diversificazione

Se mettiamo insieme queste due definizioni otteniamo un fondo indicizzato, cioè un fondo che replica l’andamento di un certo indice di cui si conosce la composizione.

Questo è un ETF.

Capisci, ora, perché è uno strumento così interessante su cui investire o tradare.

L’investitore sa sempre su cosa sta investendo e, trattandosi di replica passiva, non necessita di complicate analisi per scegliere che cosa inserire nel paniere, come invece avviene nella gestione dei fondi attivi.

Ad esempio un ETF sul DAX 30 replicherà accuratamente l’andamento dell’insieme dei 30 titoli a maggiore capitalizzazione della Borsa di Francoforte.

E non dovrai essere tu o chi per te a sceglierli

Facile, vero?

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Gli ETF come funzionano?

Gli ETF, quindi, sono strumenti che racchiudono i vantaggi del mercato azionario e dei fondi permettendo

  • la negoziazione nella borsa valori, cioè l’acquisto “fisico” anche attraverso PAC su ETF (P.A.C.= piano di accumulo capitale)
  • il trading ETF attraverso CFD ( contract for difference) con i quali puoi assumere posizioni sia long che short senza possedere effettivamente il bene ma negoziando le variazioni di prezzo.

L’altro grande vantaggio è l’economicità con cui è possibile accedere a mercati, come quello azionario, altrimenti proibitivi.

E il capitale è protetto.

In caso di insolvenze o fallimento del gestore, il patrimonio dell’ETF non può essere toccato.

Come nasce un ETF?

Da una regola fondamentale per ottimizzare gli investimenti

“Mai mettere tutte le uova nello stesso paniere”

Ma anche dalla necessità di rendere accessibile ai piccoli investitori mercati, come quello azionario, altrimenti proibitivi

In sostanza, detta facile facile, perché un ETF veda la luce sono necessari questi 5 passaggi:

  1. Il gestore seleziona una lista di titoli
  2. Viene assemblato il paniere
  3. Il gestore approva la composizione e consegna le azioni e le quote al partecipante autorizzato
  4. Quest’ultimo vende l’Exchange Traded Fund neonato ai market maker o alla borsa valori
  5. L’ETF entra finalmente a mercato e i trader possono cominciare a negoziarlo

Una curiosità: il primo è nato nel 1993 e replicava l’andamento dell’ S&P500.

Caratteristiche degli ETF

Quando si parla di Exchange Traded Funds si entra in un mondo immenso e la scelta di quale/quali ETF può diventare davvero un’impresa ardua.

Ecco le caratteristiche che devi prendere sempre in considerazione,

  • La tipologia, che comprende il tipo di sottostante che replica (di questo parliamo dopo) ma anche l’esposizione: long/short, a leva /senza leva finanziaria
  • La dimensione. Esistono ETF più grandi e liquidi a spread più bassi e quelli più piccoli e illiquidi. Va da sé che i primi risultano economicamente più vantaggiosi.( e anche più facili) soprattutto se decidi di fare trading ETF
  • La struttura. Ovvero la distinzione fra ETF fisici, che replicano l’andamento dell’asset/paniere che rappresentano ed ETF sintetici che utilizzano prodotti derivati per seguire i movimenti del mercato.

Tipi di ETF

Per fare trading ETF consapevole è necessario conoscere a fondo lo strumento non solo nel suo funzionamento, ma anche sapere che cosa rappresentano. Soprattutto quando si parla di dispositivi così vasti nella loro offerta.

Da questo dipende largamente la tua scelta al momento di intraprendere il tuo ETF trading

Come abbiamo visto si differenziano, in molte caratteristiche, ma quella che maggiormente salta agli occhi è data dal tipo sottostante.

I fondi infatti sono strutturati per seguire un’ampia gamma di mercati:

  • Indici
  • Valute
  • Materie prime
  • Settori
  • Industria

Ognuno di essi replica lo sviluppo di un mercato specifico con le sue peculiarità.

Vediamo quali.

ETF sugli indici

Sono un tipo di ETF che seguono l’andamento di un specifico indice azionario (S&P500, DAX30, CAC40, FTSE MIB… etc)

ETF su Valute

Ripercorrono i movimenti del mercato valutario, seguendo sia una specifica valuta che, principalmente, un paniere di queste.

ETF su settori e industria

Replicano i movimenti di uno specifico settore come ad esempio le fonti rinnovabili, il settore informatico, etc. Nel paniere, quindi, troverai titoli di società o industrie che operano, tutte nel medesimo particolare settore.

ETF sulle materie prime

Discorso un pò più dettagliato va fatto per questa tipologia di Exchange Traded Funds.

Esiste, infatti, un’importante differenza fra ETF su materie prime ed ETF collegati alle materie prime.

Nel primo caso lo strumento replica l’andamento del prezzo degli indici di commodities che comprendono “energia” ( petrolio e gas) e “metalli industriali” ( rame, alluminio, oro, argento, zinco e molti altri) e grano, soia, tabacco etc.

Nel secondo caso, essendo solo collegati, ricadono nella categoria degli ETF su settori e industria, perché seguono l’andamento delle società che fanno parte dell’industria collegata alla materia prima specifica.

Gli ETF su materie prime ,spesso, basano il loro prezzo sui contratti futures e non contengono fisicamente la materia prima.

Per chiarezza, si definisce “contratto futures” un accordo legale che fissa il prezzo di uno specifico asset senza la necessità di una negoziazione fino alla data concordata nel contratto.

Il gestore, in sostanza, per replicare l’indice di riferimento può avvalersi della replica fisica, cioè l’acquisto e conservazione delle materie prime, oppure della replica sintetica, utilizzando contratti derivati, i futures appunto.

Esistono anche altri Exchange Traded Funds come quelli a leva o geografici, ma in questa guida ETF, pensata anche per chi si approccia per la prima volta, quelli citati sono i più accessibili e “famosi”.

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Quanto costa investire in ETF?

Meno di quanto costi investire nei fondi comuni di investimento!

Infatti non sono previsti né commissioni d’ingresso e uscita, né spese di performance da corrispondere al gestore in caso di extra guadagni.

Non solo.

Il TER ( Total Expense Ratio) che racchiude tutte le spese di commissione, raramente supera lo 0,7% per i mercati più illiquidi, scendendo allo 0,3% per gli ETF sul mercato azionario

Vantaggi e svantaggi degli ETF

Prima di tuffarci nel mondo del trading ETF, ancora un momento di pazienza per conoscere tutti i vantaggi e svantaggi che questo strumento offre.

Vantaggi

Come avrai capito fin qui, i vantaggi degli Exchange Traded Funds sono molteplici.

Alcuni, quasi tutti, li abbiamo già menzionati.

Per maggiore chiarezza, vediamo i 5 principali, nel dettaglio, riassunti in questo pratico elenco.

  1. Economicità. E’ evidente che investire in un unico strumento che racchiude un certo numero di titoli è molto più economico che non comporre lo stesso portfolio in autonomia. Ed è anche più economico dei fondi di investimento attivi, come abbiamo appena visto.
  2. Flessibilità e semplicità.
  3. Sicurezza. Il capitale dell’ETF è di proprietà dell’investitore e in caso di insolvenza o fallimento non può essere toccato
  4. Trasparenza. Non solo sai perfettamente in che cosa stai investendo, ma puoi seguire l’andamento del tuo investimento anche giornalmente grazie al NAV, Net Asset Value, (differenza fra valore totale delle attività e quello delle passività) che viene pubblicato dalla società di gestione.
  5. Diversificazione. Abbiamo visto come gli ETF sono un paniere di titoli e/o parti di mercato, diversi fra di loro. Non solo ti sollevano dall’onere della ricerca, ma anche del bilanciamento del tuo portfolio, mettendoti automaticamente al riparo da molti dei rischi derivanti da una scarsa diversificazione.

E gli svantaggi?

Per questi non è necessario un elenco.

Gli svantaggi nell’investimento o nel trading ETF sono legati esclusivamente alla poca conoscenza e all’uso improprio che si accompagna.

Gli ETF come qualsiasi altro strumento finanziario sono strumenti ad alto rischio di perdita del capitale, quindi l’unico modo per proteggersi da questo svantaggio è studiare approfonditamente lo strumento e mettere in atto strategie adeguate al proprio portafoglio e profilo di rischio.

Fiscalità ed ETF

Il fisco è il tuo “socio occulto” e si prende una bella fetta dei tuoi sudati guadagni.

E non sempre è così semplice capire come vuole prendersi i tuoi soldi.

Vediamo brevemente come districarci in questa selva di obblighi.

In questo tutorial parleremo solo degli ETF armonizzati, in quanto tutti gli altri non armonizzati non sono conformi alle direttive europee e quindi sono quotati su altri mercati. Inoltre non esiste una vera e propria lista e per identificarli è necessario utilizzare l’ISIN ( Iternational Secutities Identification Number) e confrontare le indicazioni fornite dall’emittente.

In base alla modifica relativa al D.lgs. 44/2014 gli ETF armonizzati, cioè conformi alle direttive europee, generando sia dividendi che plus valenze (il cosiddetto capital gain) sono considerati redditi di capitale soggetti ad una tassazione del 26% che scende al 12,5% se contengono titoli di stato italiano, di paesi di white list o di enti sovranazionali.

Nel caso di ETF che contengono sia titoli esteri che nazionali, l’imponibile viene calcolato al 26% per la “quota estera” e al 12,5% per la “quota nazionale”.

Le minusvalenze, cioè le perdite, possono compensare le plusvalenze e non vengono tassate.

E’ possibile, inoltre, scegliere fra due diversi regimi di dichiarazione:

  1. Regime di risparmio amministrato in cui è l’intermediario ad occuparsi di effettuare l’applicazione dell’imposta, comportandosi come sostituto d’imposta. E’ possibile solo se l’intermediario è residente
  2. Regime dichiarativo in cui è il contribuente a rendicontare profitti e perdite nella sua dichiarazione dei redditi. Può essere utilizzato sia che l’intermediario sia residente sia che non.

Come fare trading su ETF?

Ed eccoci qui.

Dopo tanta matematica un pò di pratica!

Fare trading sugli ETF significa utilizzare un derivato finanziario come i CFD che ti permettono di negoziare sull’andamento dei prezzi senza possedere fisicamente il sottostante.

Come già visto quando abbiamo parlato dei CFD ( se non hai ancora letto il tutorial completo, ti consiglio caldamente di farlo!), anche nel caso dei CFD su ETF puoi aprire posizioni short e long e utilizzare, con moderazione, la leva finanziaria.

Ciò significa che puoi aprire una posizione con un investimento modesto amplificando i potenziali profitti.

Ma anche le perdite.

Per questo motivo è importante che, anche in questo caso, l’uso della leva finanziaria sia rigidamente stabilito sulla base sia del tuo capitale di trading che del tuo profilo di rischio.

Come funziona il trading ETF?

E’ molto semplice, come con tutti gli altri strumenti di trading.

Vediamo insieme quali sono i passaggi.

  1. Valuta attentamente diversi broker e scegli quello che soddisfa tutte ( proprio tutte) le tue esigenze di trading ETF
  2. Apri il tuo conto demo ( ricorda sempre di esercitarti a lungo prima di fare operazioni in reale) con il broker che hai scelto. E’ molto facile! Se hai qualche dubbio, nel blog trovi un pratico tutorial che ti guiderà sia alla scelta del broker che all’apertura del tuo primo conto. Vola a leggerlo!
  3. Vai alla sezione ETF e scegli lo strumento che preferisci ( mi raccomando solo uno, almeno all’inizio)
  4. Dopo aver analizzato attentamente il grafico, scegli la direzione della tua operazione e pianificala attentamente
  5. Metti a mercato il tuo ordine (virtuale)!

Ecco fatto!

Una volta che hai preso confidenza con la piattaforma, gli strumenti a tua disposizione e conosci molto bene l’ETF con cui hai deciso di tradare, sei pronto per fare il “grande salto”.

  • Facile da usare
  • CySec, FCA
  • Deposito minimo 300€
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  • Trading CFD
  • CySec
  • Deposito minimo 100$
Circa il 74-89% dei conti degli investitori al dettaglio perdono il proprio denaro quando fanno trading con i CFD. Dovresti assicurarti di aver compreso il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di assumerti l’alto rischio di perdita del tuo denaro
  • Take Profit e Stop Loss
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Circa il 74-89% dei conti degli investitori al dettaglio perdono il proprio denaro quando fanno trading con i CFD. Dovresti assicurarti di aver compreso il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di assumerti l’alto rischio di perdita del tuo denaro

Ultime raccomandazioni prima di iniziare a fare trading ETF

Ora che sai praticamente tutto quello che c’è da sapere sugli ETF, come investire e fare trading, eccoti alcune raccomandazioni da tenere ben a mente prima di lanciarti in questa esperienza.

Ricorda che il trading ETF con CFD è come ogni trading con CFD, quindi, mi duole ripeterlo, sono strumenti ad alto rischio: L’80% dei trader, cioè 8 su 10, perdono tutto il loro capitale in breve tempo.

Quindi, se vuoi far parte dei 2 che sopravvivono devi avere cura del tuo denaro e non buttarti nella mischia senza avere tutte le conoscenze necessarie.

Prima di iniziare pianifica attentamente il budget che vuoi dedicare a questa parte di trading e scegli gli ETF adeguati ad esso.

Decidi prima quanta percentuale di questo budget vuoi investire in ogni trade. Così come devi fare con tutti gli altri strumenti.

Gestisci attentamente il rischio in base al tuo money management. Soprattutto quanto sei disposto a perdere in ogni trade a fronte di un certo potenziale guadagno.

Non dimenticare mai di utilizzare stop loss e take profit . Se vuoi approfondire questo argomento leggi il tutorial dedicato

Testa le tue strategie a lungo sul conto demo prima di applicarle in reale

Tieniti sempre aggiornato e formato: la migliore protezione dai rischi che comporta il trading è sempre la giusta formazione. Oltre all’esperienza che ti costruisci in virtuale e al corretto money e risk management!

Detto questo ti auguro un buon trading ETF!

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