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Gli azionisti del petrolio hanno riscontrato un profitto: la rivincita delle major

Gli azionisti del petrolio hanno riscontrato un profitto

Gli azionisti del petrolio Exxon Mobil, Shell, Chevron e Total  hanno riscontrato un profitto di oltre 50 miliardi di dollari.

Gli azionisti del petrolio: il profitto e il paradosso

A causa dell’instabilità geopolitica generata dal conflitto Russia-Ucraina, si è creata una situazione paradossale in materia di energia e gas. Infatti, da una parte abbiamo le famiglie e gli imprenditori che, dinanzi alla ripresa dei consumi domestici e industriali di gas, devono affrontare un autunno e un inverno estremamente delicati. Sicuramente le nazioni e l’Italia stanno preparando un piano anti-crisi per arginare effetti catastrofici; tuttavia, intanto, dominano sulla scena la preoccupazione e il timore per la gestione dei prossimi rincari, purtroppo inevitabili. Dall’altro lato, invece si ha la cerchia azionista di riferimento che coinvolge soci investitori preminenti. L’azione societaria della old economy si ciba del sogno dei sostenitori nella transizione ecologica; e porta così in auge la quota azionaria investita dalla sfera azionista di maggioranza.

La rivincita delle grandi industrie petrolifere

Gli azionisti hanno riscontrato un profitto dalla rivincita delle grandi industrie petrolifere. Infatti, Exxon Mobil, Shell, Chevron e Total ottengono un guadagno di ben 50 miliardi di dollari. Questo guadagno è conseguente all’aumento dei costi del gas naturale e del petrolio greggio. Tra le major petrolifere nominate, in particolare si distingue Exxon con il suo utile di quasi 18 miliardi di dollari. Essa si aggiudica il più alto record di ricavi registrato nel settore. Exxon spazza via i 12,6 miliardi di Alphabet e fiancheggia Microsoft e Apple con i loro profitti rispettivamente di 17,8 miliardi e di 20,8 miliardi.

Gli azionisti hanno riscontrato un profitto. Infatti, da questi risultati straordinari gli azionisti ne traggono ben 23 miliardi di dollari.

Dinanzi all’attivo delle industrie petrolifere, bisogna debellare l’affermazione infelice di Joe Biden.

 «Stanno facendo più soldi di Dio».

Il cash flow di questi giganti del mercato finanziario internazionale non è da attribuirsi all’inflazione globale; bensì al bilancio proporzionale tra le entrate rese dalle attività esecutive e le uscite per gli investimenti.

L’oro nero di Wall Street e il programma buy back

Dall’analisi dei grafici FTSE si nota che il semestre critico di Wall Street si distingue nel suo andamento prevalentemente per l’oro nero. Infatti, le migliori performance degli azionisti sono legate alle compagnie petrolifere; e nello specifico a quelle citate. Le major petrolifere, in seguito alla rivincita, aderiscono al programma buy back. Con tale espressione si fa riferimento all’operazione di acquisto di azioni proprie mediante un intermediatore finanziario. Cosa spinge una società a quest’azione ?

Sicuramente tra le motivazioni valide troviamo il sostegno del titolo in Borsa, al fine di comunicare al mercato e agli azionisti un segnale che sia sinonimo di fiducia. Infatti, indirettamente questa scelta indica un apprezzamento per la scelta degli azionisti di investire nel titolo coinvolto. Tra le ragioni rientra anche l’obiettivo di lavorare gli utili in proficue opportunità di investimento. Il buy back è un’operazione che aumenta o diminuisce il valore degli azionisti. Ciò è sempre proporzionale, come tutto ciò che accade nel mercato finanziario, alla stagionalità del mercato stesso.

Gli azionisti del petrolio hanno riscontrato un profitto
Gli azionisti del petrolio hanno riscontrato un profitto

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