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Euro/Dollaro in parità: che cosa dobbiamo aspettarci?

simbolo euro

Complice l’attuale, complessa situazione geopolitica, l’indomani della più grave pandemia degli ultimi 100 anni, il cambio euro/dollaro resta ancora in parità.

La coppia Euro Dollaro, tecnicamente EUR/USD, è una delle coppie major del Forex e più importanti del mercato. In cui la moneta unica (Euro) è la valuta base, e il dollaro la valuta quotata.

Tradotto indica quanti dollari servono per acquistare 1 euro

Questi rapporti sono determinati da molti fattori che ne influenzano l’andamento.

Attualmente la moneta americana è più forte di quella europea e questo ha inevitabili conseguenze che cambieranno definitivamente le condizioni economiche.

Vediamo perché e in che modo.

Euro sotto la parità

Ieri, per la prima volta da vent’anni, il cambio EUR/USD ha chiuso a 0,9915, sotto la parità.

Cronaca di una discesa annunciata.

Infatti già nella mattinata del 22 Agosto la valuta europea era scesa al di sotto della soglia di 1$ per poi riportarsi brevemente in parità 24 ore dopo e tornare a scendere .

Dietro il calo, secondo gli esperti, ci sarebbe il blocco del gas annunciato da Gazprom dal 31 Agosto al 1 Settembre.

Ma la valuta perde anche contro lo Yen stampando un -0,40%.

Le tensioni energetiche e la crisi Cino-americana sulla questione Taiwan, sono sicuramente protagoniste di questa debolezza, tuttavia anche la politica monetaria aggressiva messa in campo dalla FED ha contribuito enormemente. Alimentando la performance del dollaro a scapito della valuta unica.

Per contro la BCE ha adottato una politica monetaria più morbida e meno determinata nei confronti dell’inflazione.

E’ evidente come a seconda di come operano le due banche , BCE e FED, il valore del cambio può variare sensibilmente. Una politica aggressiva da parte della FED e più tiepida da parte della BCE continuerà a far salire il dollaro a discapito dell’euro. E viceversa

Ad oggi la posizione di Jerome Powell nel contenimento dell’inflazione USA ha fatto sì che il cambio euro dollari si rafforzasse a favore della moneta americana.

Attualmente la coppia EUR/USD sta scambiando a 0,9951, -0,16% ( cambio euro dollaro in tempo reale)

Jackson Hole

E su tutto sia agita lo spettro del Simposio di Jackson Hole che si terrà a partire dal prossimo 26 Agosto.

Nel contesto il presidente della Federal Reserve potrebbe lasciar trapelare notizie su un possibile rafforzamento della politica dei tassi per contenere l’inflazione.

A questo va aggiunto che la corsa dei prezzi energetici ha toccato anche i mercati asiatici creando le condizioni affinchè il Dollaro si portasse al di sopra della parità negli ultimi due giorni.

Questo non solo indica una sostanziale debolezza della valuta unica, ma ha anche conseguenze concrete evidenti. Sia in senso positivo che negativo.

Vediamo quali.

Gli effetti del ribasso dell’euro

Ovvero gli effetti concreti.

Detto semplice, ci troviamo di fronte alla situazione in cui da un lato le esportazioni verso gli States guadagnano, mentre dall’altro le importazioni di materie prime pagano pegno e i costi aumentano.

Chi nell’Eurozona vorrà acquistare prodotti Usa o in dollari, dovrà pagare di più. Per contro gli stranieri che acquisteranno in Europa e in Italia pagheranno meno, dando impulso alla produzione.

Ciò a dire che guadagnando nel breve periodo, siamo, però, destinati a perdere nel lungo.

Perché?

Per quanto ci riguarda, con la svalutazione dell’Euro, sarà molto più facile acquistare i prodotti italiani anche da parte di tutti gli altri paesi non USA. Che per noi rappresentano 1/3 dei nostri mercati.

Stiamo parlando di moda, enogastronomia, settore automobilistico, artigianato di lusso e meccanica che sicuramente gioveranno di questo ribasso.

Dall’altro, però, il rapporto euro dollaro a vantaggio del secondo premia gli USA e le loro esportazioni.

Inoltre, essendo la valuta di riferimento sul mercato, con l’attuale quotazione dollaro, la maggior parte dei prodotti subiranno dei rincari evidenti e i prodotti energetici, in particolare quelli provenienti da oltreoceano, saranno inevitabilmente più costosi.

Ciò costerà in termini strutturali sia dal punto di vista italiano che europeo, nel lungo periodo.

E gli esperti?

Vedono nell’attuale situazione uno scenario destinato a durare mesi, con un progressivo rafforzamento della valuta a stelle strisce.

Morgan Stanley prevede un calo fino a 0,97.

Altri analisti stimano che la moneta unica possa toccare i 0,95 nei mesi autunnali per poi, scendere ancora.

Ciò, sostanzialmente, per 3 motivi

  1. Le chiusure a singhiozzo da parte di Gazprom e il pericolo interruzione del flusso di gas dalla Russia
  2. L’instabilità in Cina generata dal Covid e dalla già citata crisi cino-americana
  3. Il rischio di una recessione nell’Eurozona. Se l’economia europea rallentasse prima di quella americana, infatti, renderebbe il dollaro più attraente per gli investitori, rafforzandolo ulteriormente.

A cui va aggiunta la diversa politica monetaria portata avanti da Europa e America.

Per tutti questi motivi, gli analisti prospettano un autunno in cui il valore dell’euro potrebbe scendere sotto la soglia dei 0,95.

Euro Dollaro in parità: che cosa c’è da aspettarsi?

L’Europa e soprattutto l’Italia, sono forti importatori sia dagli Stati Uniti che dalla Cina.

Quindi il cambio dollaro euro in pari o a favore del dollaro non porterà vantaggi per noi, anche se in Italia sarà più facile fare impresa.

Un semplice esempio per chiarire.

Sarà più difficile fare viaggi all’estero a causa dell’aumento dei costi, ma l’impresa turistica si avvantaggerà di un rinnovato interesse per il nostro paese da parte degli stranieri.

Declinando questo specifico caso sui mercati finanziari, ciò significherà una buona performance di tutti gli strumenti che comprendono il settore turistico. Migliore rispetto allo scorso anno.

In conclusione, le aziende e il turismo europeo costeranno meno e quindi sarà molto più facile acquistarle. Ma l’Europa e l’Italia pagheranno di più le materie energetiche ( di cui in questo momento noi abbiamo tanto bisogno). Quindi i costi di produzione lievitando, porteranno con sé un aumento del costo della vita.

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