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GB: Nuovo Primo Ministro e politica economica american style contro l’inflazione

nuovo primo ministro inglese union flag

L’Inghilterra si allinea alla politica aggressiva di rialzo dei tassi FED (Federal Reserve) per puntare ad un rafforzamento della sterlina e schiera in prima linea Mary Elizabeth “Liz” Truss, il nuovo primo ministro inglese. Ecco la ricetta inglese per combattere l’inflazione. Un nostalgico occhiolino all’indimenticata Iron Lady, Margaret Thatcher?

E la BCE ( Banca Centrale Europea)?

Tutto tace, prima dell’imminente riunione dell’ 8 settembre.

Alle prese con la temuta e ormai reale crisi energetica, la presidente Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, rimanda le anticipazioni sulla politica monetaria BCE al dopo incontro di Francoforte.

Dunque attesa per l’Eurozona, mentre USA e GB sembrano voler condividere la stessa tattica dei tassi FED.

Governo Britannico e Bank of England: le prossime mosse

Pugno di ferro per una lotta senza esclusione di colpi che sembra voler rimettere in piedi un’economia inglese in ginocchio dopo pandemia e i recenti eventi bellici.

Gli inglesi avevano previsto già da tempo lo scenario inflattivo che stiamo affrontando.

Nulla di nuovo sotto il sole.

Ne siamo al corrente fin dal 2021, anche quando Jerome Powell ( Presidente Federal Reserve) continuava con il suo ostinato “ottimismo”, a vedere l’inflazione dilagante come un fenomeno transitorio.

Destinato a spegnersi nel volgere di un breve arco di tempo.

Nel frattempo, però, l’inflazione ha toccato il 9,1% ( in GB il 10%)

Gettando l’Inghilterra, reduce dalla Brexit e con un’economia molto meno forte rispetto a quella statunitense, in una spirale negativa a cui la società inglese non sta rispondendo con la stessa resistenza.

A rischio sarebbero, infatti, più della metà delle aziende manifatturiere. Con la crescita esponenziale del tasso di disoccupazione.

A complicare, gli esperti della English Bank o Bank of England (BOE), e questo si che è nuovo, hanno diffuso le loro analisi che prevedono un picco dell’inflazione fino al 13,1%.

E Goldman Sachs, non ha tardato a fare eco, prevedendo un inizio 2023 con un’inflazione al 22%.

Dati molto vicini all’eurosistema, anche nel dopo Brexit

Un quadro fosco che comprende, oltre a una crescente disoccupazione, finanze pubbliche in rosso.

Il Governo Inglese, dopo lo tsunami Boris Johnson, risponde.

Liz Truss, nuovo Primo Ministro, a capo del governo inglese e politica monetaria aggressiva in stile FED.

“Ultra falco” dei conservatori, il neoeletto premier inglese, ha già promesso tagli alle tasse. E non nascondo la simpatia verso una politica che ricorda quella del decennio ’80-’90.

Perchè il Primo ministro inglese e Bank of England si allineano alla FED?

A Jackson Hole il Presidente della Banca Centrale Americana, ha elogiato le decisioni Federal Reserve Bank. Ma ha anche sottolineato come il progressivo rialzo dei tassi sia l’unico vero strumento efficace per porre fine all’inflazione. Quanto prima.

Il risultato è stato un crescente rafforzamento del dollaro.

Il cambio EURUSD, oggi, sta continuando a tradare poco sotto la parità, a 0.9966 e l’indice del dollaro (DX) in costante rialzo stampa un 109,638 con un +0,12%.

Un successo che non è passato inosservato agli inglesi, i quali, a seguito della recente decisione di Mosca di chiudere definitivamente i rubinetti del gas, saranno sempre più dipendenti dalle materie prime energetiche provenienti da oltreoceano.

La politica economica stile Banca Centrale USA, permetterebbe, fra le altre cose, di rafforzare la sterlina rispetto al dollaro e spuntare migliori prezzi per il gas proveniente dalla terra americana.

E al neonato Primo Ministro Britannico, passa la palla di come conciliare questa esigenza con l’impatto che un rialzo dei tassi avrà sull’economia reale.

Ad oggi, già quasi il 17% degli inglesi non riesce a garantirsi due pasti al giorno. E una politica anti inflazione aggressiva aggraverà inevitabilmente la situazione.

Situazione complicata dunque che mette in allarme i mercati del vecchio continente e non.

Apertura tiepida, infatti, oggi e nuova repentina discesa del prezzo del gas. A sottolineare l’incertezza degli investitori affamati di notizie e certezze.

Le crypto resistono

Non poteva non mancare, in conclusione, anche un breve cenno al mondo crypto e sul suo andamento.

Bitcoin, sempre in zona 20k, resiste.

Complice il ridotto ma non azzerato potere di acquisto americano e un tessuto sociale resistente, gli investimenti, seppur cauti, sono ancora piuttosto consistenti.

Sia in termini di ottimizzazione delle aziende che personali.

Le elezioni di midterm si avvicinano a grandi passi e stimolano il governo americano a stanziare fondi in aiuto alle famiglie.

Una mossa che se da un lato è volta a migliorare la posizione dei democratici. dall’altro impatta positivamente sui piccoli investitori.

Storicamente, infatti, le iniezioni di liquidità di questo tipo, vengono in parte reindirizzati dalle famiglie sui mercati finanziari.

Ancor di più in questo contesto in cui gli analisti prevedono che i fondi stanziati, non saranno utilizzati, come di consueto, per ripianare i debiti, ma per acquistare beni e servizi. Lasciando un margine da dedicare agli investimenti.

Un surplus che non può che fare bene all’economia generale, ma anche alle cripto.

Un aspetto che insieme a valori superiori al previsto per dati in uscita questa settimana, potrebbero imprimere una svolta positiva al mercato criptovalutario.

Una cosa è certa, Bitcoin, così come Ethereum e le altcoin, in questo ciclo economico avverso, hanno dimostrato incredibile resilienza.

Radicandosi sempre più profondamente nel tessuto finanziario e mondiale, hanno finito per superare per capitalizzazione le grandi istituzioni americane come Bank of America (Bitcoin).

Una performance che, ancora una volta, conferma l’appeal che questo nuovo mercato sta avendo sia sui piccoli che grandi investitori.

Oggi Bitcoin scambia a 19.951$ e il Fear And Greed Index si ferma a 22, in zona, ancora, di estrema paura.

Ma la campagna di accumulo potrebbe essere già partita.

E il nuovo primo ministro Regno Unito dovrà includere anche questa sfida nella sua idea di politica economica.

Per approfondire: Bitcoin recap di fine mese

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