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Regno Unito: l’inflazione è in calo

Regno Unito EIIR corona

Nel giorno dell’ultimo saluto all’iconica Regina Elisabetta II, non si poteva non parlare di Regno Unito.

E, per fortuna, in modo positivo.

Infatti sono usciti i dati sull’inflazione britannica relativi al mese di Agosto, stupendoci tutti con un interessante calo.

E per la prima volta, da quasi un anno, si registra un valore sotto il 10%.

Picco o falso ribasso?

Vediamo i dettagli.

Regno Unito: cala l’inflazione, che cosa dobbiamo aspettarci?

Esperti cauti per questo inaspettato calo del tasso d’inflazione registrato in UK.

Memori dell’esperienza USA, quando a luglio si era verificato uno speranzoso ribasso, salvo poi riprendere un andamento al rialzo ad Agosto, che ha costretto la FED ( Federal Reserve) a intervenire sui tassi d’interesse, non si sbilanciano in previsioni future.

D’altra parte il calo di pochi punti percentuali, ha arrecato solo un leggero sollievo.

Il tasso di inflazione resta comunque il più alto degli ultimi 40 anni.

Per capirci, è più del triplo dell’Agosto 2021 (3,2%) e 5 volte l’obiettivo accettabile del 2%.

Insomma, un situazione ancora ben lontana dalla normalità, che porterebbe sollievo a consumatori e mercati finanziari.

Ma che va comunque sottolineata per la sua eccezionalità. Infatti era quasi un anno che il trend era a costantemente al rialzo.

L’ultimo calo era stato registrato a Settembre 2021 ed era stato secondario ad una campagna di sconti applicati ad alcuni prodotti per sostenere settori dell’economia reale.

Detto questo, va detto anche che la Banca d’Inghilterra si riunirà a breve ed è plausibile, in linea con la politica dei tassi FED, opererà un ulteriore rialzo dei tassi dello 0,5%, portandoli al 2,25%.

La ricetta inglese contro l’inflazione

Ovvero Londra ultime notizie.

Elizabeth “Liz” Truss ha già annunciato il congelamento delle bollette energetiche ad una media di 2500£ annue per i prossimi due inverni.

Una posizione che inevitabilmente si scontra con le previsioni degli esperti per cui si attendono un picco dei tassi di inflazione del 13% ad ottobre.

Per approfondire: GB: Nuovo Primo Ministro e politica economica american style contro l’inflazione

In realtà, secondo le ultime notizie Londra, se l’inevitabile aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare del gas, a seguito del conflitto ucraino-russo, incide ed inciderà notevolmente sull’inflazione, sembra che le attese siano meno tragiche.

Ovviamente è d’obbligo attendersi un futuro rialzo, ma più contenuto rispetto al quadro fosco dipinto solo un paio di settimane fa.

E’ questo il pensiero dell‘economista Samuel Tombs, che prevede un picco dell’11% massimo, nei prossimi mesi, dal quale l’inflazione, poi, dovrebbe ricominciare a scendere.

Pur sempre preoccupantemente alto, ma decisamente inferiore al13% e al 22% preconizzati da Goldaman Sachs nelle precedenti previsioni per l’inizio 2023.

Intanto, il prezzo della benzina inglese scende, ma non quello degli alimenti che, invece, nel mese di agosto hanno visto un aumento piuttosto significativo. E per il 13° mese consecutivo.

Come dire, si può decidere di rinunciare alla macchina, ma non è possibile non mangiare.

E questa è, forse, l‘emergenza che il Regno Unito sente maggiormente. Ad oggi, il 17% degli inglesi hanno difficoltà a reperire due pasti al giorno. Un dato che fa tremare la stabilità del paese e che, quindi richiede, da parte del Primo Ministro e degli economisti un saggio equilibrio fra necessità di contenimento e doverosi aiuti alle famiglie per resistere alla congiuntura negativa.

Regno Unito e Elisabetta II d’Inghilterra

Intanto il Regno Unito sta dando l’ultimo saluto alla sua Regina.

Un’evento imponente che ha mobilitato quasi tutti i capi del mondo e le teste coronate più o meno imparentate.

In tutto questo fa bene ricordare che durante i suoi 70 anni di Regno, fra scivoloni più o meno opinabili, up and down della monarchia britannica, e alterne vicende economiche, l’iconica Elisabetta Seconda ha fatto molto.

Per l’economia e non solo.

Sono, infatti, stati pubblicati dati interessanti.

Uno su tutti il dato sui salari, per rimanere in tema, che ha mostrato un costante rialzo del 2,9% annuo per tutto il periodo del suo regno. Anche in quest’ultimo, sebbene annullato dalla forza inflattiva.

Anche l’economia postpandemica ha segnato un boom sorprendente, nonostante le non edificanti vicende politiche.

Più in sordina, ma non di secondaria importanza, i dati sull’incremento demografico e sulle lauree femminili che durante il regno hanno conosciuto picchi e crescita mei visti precedentemente.

Insomma un regno lungo, a volte silenzioso, ma di qualità che speriamo sia guida per traghettare il Regno Unito (e non solo) fuori da questo momento di crisi.

Anche se nella giornata di oggi il mercato finanziario sta risentendo della giornata di lutto.

Ultime notizie dai mercati finanziari

Ovviamente la Borsa di Londra è chiusa e questo impatta non poco sull’andamento borse mondiali

Apertura tiepida oggi per questo motivo e non solo. I mercati, infatti, restano in attesa, questa settimana, delle nuove decisioni FED e del Giappone.

L’ombra lunga del rialzo tassi di interessi, quindi, arriva a toccare anche i mercati asiatici oggi, che stanno navigando in territorio decisamente negativo.

Non da meno le borse europee oggi con Piazza Affari che apre con -0.79% e il FTSE MIB che stampa un -0,90%.

A preoccupare gli investitori è anche l’ormai indiscutibile rallentamento dell’economia cinese, funestata da bandi e pandemia.

Per quanto riguarda le materie prime energetiche si sta assistendo ad un raffreddamento del prezzo gas , con un trend negativo ormai costante che è arrivato a 173, 3 Euro MWH.

Una notizia positiva, soprattuto per le tasche dei consumatori, un pò meno se vista nel contesto del mercato dell’energia.

Anche il prezzo del petrolio, WTI e BRENT, segna cali non trascurabili, così come la benzina USA.

La lettura di questi due dati insieme a quello del mercato gas naturale, segnalano una diminuzione dei consumi, soprattutto da parte delle industrie.

Un aspetto decisamente preoccupante a causa del contestuale aumento dei tassi ( di cui abbiamo parlato) che indica un progressivo e continuo rallentamento dell’economia.

Insomma, in attesa delle prossime decisioni sui tassi FED ( Federal Reserve Bank), Giappone e Regno Unito, i mercati restano tiepidi e la cautela sembra d’obbligo.

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